L’importanza dell’ascoltare

Talete diceva che “gli dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca per poter ascoltare il doppio e parlare la metà”, ma anche un proverbio cinese recita: “Dio ci ha dato due orecchie ed una sola bocca per ascoltare almeno il doppio di quanto diciamo.” Fin dall’antichità le varie scuole di pensiero filosofico attribuivano all’ascolto un valore educativo di notevole importanza.
Il linguaggio umano è nato come linguaggio orale. Il bambino, nei primi anni di vita, impara prima a parlare che a scrivere. Si impara spontaneamente ad ascoltare e a parlare e sia l’uno che l’altro aspetto della comunicazione sono legati da uno stesso rapporto. Chi parla infatti non deve mai dimenticare chi ascolta e deve dare all’altro modo di esprimersi, rispettando il suo punto di vista, pungolandolo anche con eventuali domande. Per questo c’è corrispondenza biunivoca tra parola e ascolto.
Nella comunicazione il monologo è basato sull’individualismo ed è incentrato prevalentemente sulla propria persona: non esiste feed-back e si evidenzia nella trasmissione del messaggio una certa volontà di condizionamento e persuasione. Il dialogo, invece, è basato sulla relazione comunicativa e pone le basi per uno scambio paritetico di informazioni. Insomma, mentre nel monologo la comunicazione è un cerchio chiuso, nel dialogo, siccome non si instaurano barriere o pregiudizi, la comunicazione si arricchisce e diventa una relazione educativa in movimento.

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