Cercando dove l’acqua è più profonda

Zeng Zi (505 a.C. – 436 a.C.), discepolo di Confucio, sostiene che è necessario mettere al centro il perfezionamento di se stessi sviluppando la conoscenza, che rende dritto il cuore e autentica la volontà. La volontà. Forse il segreto è proprio nella volontà… Forse, come dice Eraclito, è necessario “volere l’impossibile perché l’impossibile accada”.
“E’ la volontà che fa l’uomo grande o piccolo” sembra fargli eco il poeta Friedrich von Schiller che trascorse l’infanzia e la giovinezza in ristrettezze economiche, ma questo non gli impedì di mettersi in luce negli studi.
Ma oggi, in un epoca dominata dalla pubblicità, dalla precarietà e dalla troppa informazione, siamo ancora in grado di decidere della nostra vita in base alla volontà?
Zeng Zi dice che la cosa più importante è cercare di perfezionare se stessi perché non si può lasciare l’essenziale in preda al disordine sperando di tenere a bada l’inessenziale…
La conoscenza è base necessaria e irrinunciabile per raggiungere la virtù (“cuore dritto e “volontà autentica”). E’ cercando le cose “dove l’acqua è più profonda” che la conoscenza “raggiunge la sua massima estensione”. “L’intelletto cerca, il cuore trova” scrive George Sand, per cui la scrittura era soprattutto libertà e volontà.

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