Il buon maestro e l’arte di Fenarete

Buon maestro è chi sprona e stimola l’interesse verso il sapere. Buon maestro è chi, oltre a insegnare, aiuta a diventare persone di valore, ma anche chi ha l’onestà di ammettere che non si finisce mai finito di imparare…
Nietzsche sostiene che fa parte dell’umanità di un maestro mettere in guardia i propri discepoli contro se stesso. Forse perché, come scrive Tiziano Terzani, l’unico maestro degno di tale nome “non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’Himalaya… è dentro di noi”.
Socrate non intende comunicare una dottrina o un complesso di dottrine. Alla fin fine, dice, io non insegna nulla, ma mi propongo di motivare e coinvolgere alla ricerca. Per questo paragona la sua arte a quella di sua madre, la levatrice Fenarete.
La sua arte consiste soprattutto nel capire se il suo interlocutore sta per partorire qualcosa di grande e puro.
Socrate si dichiara sterile di sapienza. Accetta come veritiero il rimprovero che molti gli fanno di saper interrogare gli altri, ma di non essere in grado di rispondere.
La divinità che lo costringe a fare da ostetrico, dice ancora, gli vieta però di partorire. Lui non ha nessuna scoperta da insegnare agli altri e non può far altro che aiutarli nel loro parto intellettuale.

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