Il coraggio della verità

Nel 1984 Michel Foucault tiene il suo ultimo corso al Collège de France. E’ già ammalato e inizia le sue lezioni a febbraio per finirle al termine di marzo. Morirà poco tempo dopo, a giugno.
Questi corsi si tenevano ogni mercoledì e il pubblico era sempre molto numeroso. C’erano studenti,  insegnanti, ricercatori, studiosi, curiosi, molti dei quali erano stranieri. Sono disponibili trecento posti, ma ci sono almeno cinquecento persone incollate, che occupano anche il più piccolo spazio libero. Nessun effetto oratorio, ma tutto è limpido e terribilmente efficace. Nemmeno la più piccola concessione all’improvvisazione.
Foucault ha una voce forte, efficace, amplificata dagli autoparlanti.
Inizia subito a parlare di un tema a cui è legato, allo studio della parresia, del dire-il-vero.
La parresia, ricorda Foucault richiamando alcune delle fonti classiche già citate nelle lezioni del 1983, è, secondo l’etimologia, quell’attività verbale che consiste nel «dire-tutto»: pan-rhema. Il parresiasta, colui che usa la parresia, è colui che dice tutto, o meglio, colui che dice con chiarezza, senza dissimulazione, né riserve, né ornamenti retorici, la verità. La parresia è quindi un «dire-tutto» che ha a che fare con la verità: dire tutto della verità, non nascondere nulla della verità, dire la verità senza mascherarla in alcun modo. Non solo: il parresiasta lega se stesso alla verità che annuncia al punto di assumerne su di sé ogni rischio, dalla rottura della relazione con l’interlocutore, che potrebbe essere ferito o offeso dal dire-il-vero del parresiasta, fino alla perdita della vita: un uomo insorge di fronte a un tiranno e gli dice la verità, esponendosi alla violenza della sua reazione; ecco una scena esemplare e paradigmatica di ciò che può essere, al limite, il rischio parresiastico. In ogni caso, il dire-il-vero proprio della parresia comporta un’esposizione del soggetto a un pericolo indeterminato, ovvero l’apertura di uno spazio di rischio che può mettere in gioco la vita stessa del parlante: la parresia è il coraggio della verità. In quanto tale, e a differenza della retorica, essa non è una tecnica, non è una strategia discorsiva, non è un mestiere. La parresia è qualcosa di più difficile da definire, una sorta di «nozione-ragno» (notion-araignée) che implica un atteggiamento, un modo di essere simile alla virtù, un ethos.
Ma allora che ruolo assume la verità in ambito politico e nei rapporti di potere? Per Foucault bisogna stabilire, nell’ambito della democrazia, un certo numero di condizioni etiche che fanno appello alla dimensione morale individuale. Per questo torna alle radici della filosofia greca rivalutando l’idea di democrazia contrapposta a ogni forma di tirannia…

Eccellente la traduzione di Mario Galzigna.

Michel Foucault
Il coraggio della verità
(traduzione di Mario Galzigna)
Feltrinelli
2011

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Una Risposta to “Il coraggio della verità”

  1. La parrhesia come ethos | Luca Zacchi, energia in relazione Says:

    […] (testo ripreso dal blog Timore e Tremore) […]

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