Filosofia dell’umorismo

L’idea essenziale del saggio sulla Filosofia dell’umorismo di John Morreall è che con l’umorismo si fa esperienza di un fulmineo e inaspettato cambiamento del nostro stato mentale, una sorta di slittamento cognitivo che in condizioni normali sarebbe preoccupante.
Proprio perché il riso e l’umorismo implicano spesso perdita dell’autocontrollo e sospensione delle convenzioni sociali, non sorprende che molte culture li abbiano guardati con sospetto o addirittura censurati.
Il codice morale di Protagora invitava a non lasciarsi possedere da incontrollabile ilarità ed Epitteto nel Manuale consiglia di “non ridere troppo forte, né di frequente né sguaiatamente”. Secondo Platone, invece, il riso è un’emozione che annulla l’autocontrollo razionale. Nella Repubblica il filosofo stabiliva che i guardiani dello Stato non dovevano essere “troppo facili al riso, perché a una risata violenta segue, di solito, una violenta emozione dell’anima”.
Anche nella Bibbia il riso viene interpretato come espressione di ostilità. Nei Proverbi leggiamo l’avvertimento: “Come un pazzo, che scaglia tizzoni e frecce di morte, così è quell’uomo che inganna il suo prossimo” che poi dice: Ma sì, è stato uno scherzo!”.
I primi pensatori cristiani erano fortemente influenzati dai giudizi negativi sul riso presenti nelle fonti greche e bibliche. Erano preoccupati per la perdita dell’autocontrollo associata alla risata tanto che, stando a Basilio di Cesarea, “ridere fragorosamente fino a sussultare con tutto il corpo non è proprio di chi ha l’anima in pace né di un uomo provato e padrone di sé stesso”. Anche loro, come Platone, associavano la risata all’aggressività.
Gli esseri umani, insieme ai primati che hanno imparato un linguaggio, sono i soli animali capaci di questo distacco giocoso perché sono animali razionali.
E’ il distacco comico che distingue da un punto di vista psicologico il divertimento dalle emozioni ordinarie e a spiegare perché l’umorismo sia tanto spesso un’esperienza estetica, facendoci cogliere la differenza tra commedia e tragedia.
Da un punto di vista etico, il distacco comico è invece la chiave per comprendere sia i pericoli sia i benefici dell’umorismo. John Morreall dimostra con questo libro la sconcertante ottusità della maggior parte dei filosofi nel non saper riconoscere il valore del distacco comico. Lo fa chiarendo i concetti di riso, divertimento e umorismo.
Inoltre Morreall fornisce due spiegazioni su cosa ha potuto produrre nei primi esseri umani l’umorismo e su come questo si è sviluppato: una psicologica e una evoluzionistica. La spiegazione evoluzionistica, basata sull’idea che l’umorismo ha un certo valore per la sopravvivenza, porta a un terzo piano di riflessione: la valutazione dei vantaggi notevoli che l’umorismo ha portato alla nostra specie.

Twitter:@marcoliber


John Morreall

Filosofia dell’umorismo
(traduzione di Edoardo Datteri)
Collana Galapagos
Sironi editore
2011

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